La chimica nel piatto

 

Laboratorio teatrale

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…e quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore:
    “ I TUOI SEMI VIVRANNO NEL MIO CORPO, E I TUOI GERMOGLI FUTURI SBOCCERANNO NEL MIO CUORE,
      LA LORO FRAGRANZA SARA’ IL MIO RESPIRO, E INSIEME GIOIREMO IN TUTTE LE STAGIONI”.
                                                                                                  Kahil Gibran
 
Ogni volta che nutriamo di cibo il nostro corpo ingeriamo: acqua, carboidrati, lipidi, proteine, minerali…..
Tuttavia, se uno ci domanda : “ Chi sei ? “
Non rispondiamo: “ Io sono acqua, carboidrati, lipidi, proteine, minerali…”,
Ci guardiamo allo specchio .
Rispondiamo:” Io sono ciò che vedi, io sono ciò che mostro”.
Dunque cosa alimentiamo?
Il corpo o altro?
Alimentiamo “ noi stessi” ed attraverso il cibo ci plasmiamo e comunichiamo.
Forgiamo il nostro corpo o …ci lasciamo forgiare.
E così scopriamo, guardandoci allo specchio in modo attento, di essere anche diversi da quanto ci ritenevamo e percepiamo il contrasto tra quello che vorremmo essere e siamo, tra quello che sembriamo e ciò che realmente siamo.
Pirandello traduce tutto ciò col termine “ maschera”.
Noi abbiamo una maschera o cento mila maschere, maschere sociali di fratello,di sorella, di figlio ecc., maschere che altri ci assegnano o che noi stessi modelliamo e indossiamo.

 

   

Poi… ci perdiamo   e non sappiamo più se siamo noi che dominiamo “la maschera” o è lei che ci domina: COSA SACRIFICHIAMO? Viviamo come mimi, in un mondo privo di colori, dominato dal nero dove qualche bianco s’insinua per illuderci che ancora… viviamo…. 

 

 

Talvolta ci svegliamo, prendiamo vita per,come dice Pirandello “..il fischio del treno” o per il “tocco” del destino che, beffardo, ci costringe a delle “figure” poi, in modo altrettanto casuale ci dà l’opportunità di VIVERE,

di esistere, non più schiavi di una maschera ma LIBERI.

E, finalmente, E’ FESTA!!!!!!!

 

 
 

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